L’aggiornamento della nota 96 sui criteri di appropriatezza prescrittiva della supplementazione con vitamina D e suoi analoghi (colecalciferolo, calcifediolo) per la prevenzione e il trattamento degli stati di carenza nell’adulto, ha introdotto importanti novità.

Le principali modifiche riguardano:
– l’introduzione della nuova categoria di rischio “persone con gravi deficit motori o allettate che vivono al proprio domicilio”;
– la riduzione da 20 a 12 ng/mL (o da 50 a 30 nmol/L) del livello massimo di vitamina 25(OH)D sierica, in presenza o meno di sintomatologia specifica e in assenza di altre condizioni di rischio associate, necessario ai fini della rimborsabilità;
– la specificazione di livelli differenziati di vitamina 25(OH)D sierica in presenza di determinate condizioni di rischio (ad es. malattia da malassorbimento, iperparatiroidismo) già presenti nella prima versione della Nota.
Questo primo contributo dà voce al punto di vista del Mmg, che è la prima figura a trovarsi di fronte alle più svariate problematiche cliniche in cui il ruolo dell’integrazione della vitamina D può rappresentare un valido strumento di supporto quando prescritta appropriatamente. Ne parliamo con Luca Pestarino, medico di medicina generale della ASL 3 Genovese).



