Il Prof. Santoro, Professore di Nefrologia presso l’Università degli Studi di Messina, è il protagonista di una intervista per il progetto IgA Nephrobyte Digital Information Project, un percorso volto ad approfondire diversi aspetti della Nefropatia da IgA e il ruolo della terapia con budesonide a rilascio modificato. Il Professore ha condiviso dati e informazioni relative all’impatto delle nuove Linee Guida KDIGO sulla gestione della malattia e al posizionamento della terapia con budesonide a rilascio modificato.
Le recenti Linee Guida KDIGO, la cui pubblicazione definitiva è attesa per ottobre 2025, introducono importanti aggiornamenti nella gestione della Nefropatia da IgA (IgAN). Come sottolinea il Prof. Domenico Santoro, uno degli aspetti più rilevanti è l’integrazione tra interventi mirati ai meccanismi fisiopatologici della malattia e a strategie più generiche ma complementari nel rallentamento della progressione renale.
Un cambiamento significativo riguarda l’obiettivo di proteinuria, che viene ridefinito: non più ≤0,5 g/die, ma ≤0,3 g/die. Allo stesso tempo, il tasso di declino del filtrato glomerulare (eGFR) auspicabile viene fissato intorno a 1 ml/min/anno. Si ridimensiona invece il ruolo dell’IgAN Prediction Tool, basato su una coorte storica di 4.000 pazienti, molti dei quali non trattati con inibitori del Sistema Renina-Angiotensina-Aldosterone (RAASi) e nessuno con inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2i): un limite rilevante per un punteggio predittivo che stimava un rischio di uremia terminale di circa 10% a 6 anni per pazienti con proteinuria tra 0,5 e 1 g/die. Oggi, i dati del registro britannico mostrano che il rischio reale a 10–15 anni per la stessa categoria può arrivare fino al 50% con le cure che finora erano disponibili. Ulteriori aggiornamenti delle Linee Guida sono attesi anche in relazione ai nuovi farmaci in fase di sviluppo, tra cui molecole dirette contro i linfociti B e il sistema del complemento.



